COSA C’E’ DA SAPERE PER CHI HA UN NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO


Approfondiamo alcuni aspetti necessari per chi ha un’attività di commercio al dettaglio, facendo seguito al nostro articolo https://ethicasrl.it/cosa-fare-per-aprire-un-negozio-di-abbigliamento/ in cui vi spieghiamo cosa è necessario per poter avviare un ristorante.

COMUNICAZIONE               

Nel caso di un negozio di abbigliamento, estremamente importante diventa la comunicazione, soprattutto in un periodo storico per cui il negozio online sta purtroppo surclassando il negozio fisico.

Bravo deve essere quel proprietario di negozio che riesce a entrare nel mondo virtuale ampliando il proprio “business” anche attraverso le vendite online.

Per fare ciò è necessario uno studio accurato di settore (quindi studiare bene i propri “concorrenti”) e una presenza attiva e costante sui social, primo su tutti Instagram.

IG ha introdotto da circa un anno l’opzione “shopping” che insieme agli “ads” può portare grande visibilità e nuova clientela. Vero è che dobbiamo avere una compatibilità dei social rispetto alla nostra gestione del magazzino e dei prodotti in vendita. Ciò significa che dobbiamo avere un aggiornamento costante delle nostre giacenze per non incappare in brutti disguidi: ciò che viene venduto online deve essere disponibile perché le transazioni avvengono in pochissimi minuti e dobbiamo essere capaci di aggiornare subito il nostro magazzino. E’ un lavoro non di facile gestione, ma con i giusti software e la giusta organizzazione diventa molto semplice in poco tempo.

Possiamo poi decidere se il nostro negozio online deve far riferimento direttamente al nostro punto vendita o se vogliamo inserirci in uno dei siti ad hoc per chi vende come noi.

Partendo da AMAZON che possiamo definire un infinito centro commerciale, arriviamo a siti come FARFETCH o YOOX o ZALANDO (solo per citarne alcuni) che sono più specifici per la nostra tipologia di mercato, fermo restando che dobbiamo fare i conti con nostri diretti concorrenti sul suolo italiano e non, con prezzi sicuramente molto più concorrenziali rispetto al mondo “reale”. Senza contare che questi siti hanno un costo che va dalla semplice provvigione sul ricavato singolo della vendita, a contratti periodici forfait.

E’ indubbiamente vero però che non essere online di questi tempi è deleterio. Non esiste quasi più un negozio conosciuto solo dagli abitanti del posto che vada avanti serenamente perché purtroppo la concorrenza online si è fatta quasi spietata e spesso e volentieri le nuove generazioni riescono a trovare lo stesso prodotto con facilità e magari a minor prezzo.

Il mondo si evolve in una direzione meno “umana”: prima il commesso che ci serviva diventava nostro consigliere di fiducia e in caso di bisogno sapevamo a chi rivolgerci, adesso, sia per motivi economici che di “tempo”, gli acquisti online sono più veloci, più automatici, più economici e meno impegnativi. Basta un click, scegli un prodotto, lo acquisti, lo ricevi, non ti va bene, lo restituisci e quasi sempre non ci perdi niente, ma sicuramente hai fatto tutto da casa e non hai avuto grosse difficoltà.

Oggi chi vuole aprire un negozio di abbigliamento deve mettere in conto di doversi scontrare con una realtà abbastanza difficile, ma non impossibile. Basta partire col piede giusto, o riuscire ad adeguarsi, puntando sulla giusta comunicazione e sui canali più adatti.

SICUREZZA SUL LAVORO

Tutte le attività in cui vi sia almeno un dipendente lavoratore sono soggette alle normative riguardanti la sicurezza sul lavoro (Dgls 81/2008). Il datore di lavoro è quindi responsabile della sicurezza dei lavoratori.

L’attività di commercio al dettaglio è profilata come a basso rischio, ma comunque il datore di lavoro deve rivolgere la propria attenzione agli aspetti della professione e dei vari ruoli all’interno dell’attività che possono rappresentare un rischio per lui e per i lavoratori. Il datore deve procedere alla:

  • compilazione del Documento di valutazione dei Rischi,
  • formazione del personale;

I rischi sono tutti di natura fisica ovvero legati a:

movimentazione merci
postura eretta prolungata

Si raccomanda quindi la sorveglianza sanitaria dei lavoratori addetti con la nomina di un medico competente che tenga sotto osservazione cadenzata tutti i dipendenti preservandone la salute fisica.

NORMATIVA ANTINCENDIO

La normativa antincendio per i negozi è stata rivista per essere più flessibile e adeguata alla tipologia di attività commerciale e alla sua dimensione totale (compreso magazzini o aree aperte).

Generalmente i negozi specializzati in abbigliamento possiamo dire essere a basso rischio, per cui la distinzione principale (introdotta dall’aggiornamento di quest’anno) deriva dalla dimensione complessiva del locale.

<400 MQ – la normativa è quella base, ovvero segnaletica verticale e postazioni con estintori.

>400 MQ – l’aggiornamento prevede l’applicazione del codice in fase di progettazione, o ristrutturazione, tramite ok dei Vigili del Fuoco. In caso di attività già esistente, i locali devono essere controllati periodicamente sempre di VV FF.

GDPR

Se si trattano dati di persone fisiche, siano essi clienti o dipendenti (anche uno solo!), è obbligatoria l’applicazione del GDPR ovvero la Legge Europea che tutela la privacy dei singoli cittadini (in vigore dal 2018), per cui ne indichiamo i tre ambiti di utilizzo:

1) DATI OBBLIGATORI (es. nome, cognome, codice fiscale, indirizzo) > in caso di fatture o ricevute > necessaria esposizione in negozio dell’informativa della privacy

2) DATI SENSIBILI (es. allergie, intolleranze) > necessaria l’informativa per il consenso al trattamento

3) DATI VOLONTARI (es. dati per marketing) > necessaria l’informativa per il consenso al trattamento

Ribadiamo che il non adempimento delle norme sulla privacy possono portare a multe salate, dato anche il costante controllo da parte del Garante affinché il GDPR sia attuato e rispettato.

VIDEOSORVEGLIANZA

L’installazione di telecamere di videosorveglianza all’interno o all’esterno di un’attività è illegale se non rispetta i requisiti di legge (Dlgs 300/1970 e successive integrazioni), ovvero il datore di lavoro può avvalersi di telecamere solo ed esclusivamente se:

  • è necessario il controllo per esigenze organizzative o produttive
  • per la sicurezza del lavoro dei dipendenti stessi
  • per la tutela del patrimonio aziendale.

Infatti la decisione di installare telecamere di videosorveglianza deve avvenire previo accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.

Anche l’aggiornata legge sulla privacy (GDPR) richiama il divieto di installazione di telecamere con il solo scopo di controllare a distanza i lavoratori. Inutile inoltre sottolineare che le telecamere devono essere posizionate SOLO in alcuni locali e devono essere ben segnalate da cartelli appositi. E’ fatto divieto l’uso di fine telecamere di sicurezza, e di telecamere nascoste in quanto violano la privacy personale.

Se siete interessati ad aprire un’attività di vendita al dettaglio, se avete dei dubbi a proposito di alcuni aspetti riguardanti gli argomenti sopra scritti, non esitate a contattarci via email … ETHICA è qui per voi!