GESTIRE UN SALONE PER PARRUCCHIERI


Alcune informazioni utili per i proprietari su comunicazione, sicurezza sul lavoro, gestione rifiuti e privacy

Se desiderate avviare un’attività nel settore Estetico, vi rimandiamo al nostro precedente articolo https://ethicasrl.it/come-aprire-un-centro-estetico/ – nel quale vi spieghiamo nel dettaglio come fare e vi diamo suggerimenti per effettuare i giusti passi.

Nell’articolo che segue invece ci dedichiamo ad approfondire altri aspetti per la vostra nuova attività imprenditoriale, che vanno dalla comunicazione, alle normative sanitarie, alla privacy.

COMUNICAZIONE               

Se hai un salone per parrucchieri, se sei un hair stylist e vuoi rendere al meglio il tuo lavoro e la tua attività, se hai un salone estetico, la tua comunicazione si deve basare su 2 fattori fondamentali: social network e passaparola.

A) L’USO DEI SOCIAL NETWORK

Grazie ai s.n. possiamo arrivare al pubblico che vogliamo, come vogliamo, quando vogliamo. Basta semplicemente usare gli strumenti giusti.
Non tutte le attività hanno bisogno di usare tutti i social che sono in rete, va decisa una strategia funzionale alla tipologia di lavoro che facciamo: nel caso di un salone di parrucchieri quelli che più consigliamo sono Instagram, Facebook e Pinterest.
Con differenti cadenze di pubblicazione e tipologie di post.

INSTAGRAM
La cosa fondamentale per attrarre un pubblico è comunicare la nostra capacità, in questo caso, di accontentare il cliente, magari con originalità e creatività. Instagram è sicuramente il mezzo più adatto perché ci permette di far vedere il nostro lavoro in due modi diversi: con il post fotografico e con le stories.

Le stories nel caso di un salone di bellezza per capelli sono utili per poter far vedere i vari processi di lavorazione (dallo shampoo, alla colorazione, all’acconciatura, oppure come creiamo una manicure ad hoc). I post fissi possono dare un’idea valida del lavoro terminato. Utilissimi sono poi i tag che si possono usare per raggiungere pubblici più ampi e distanti. La cadenza in questo caso dovrebbe essere di 2/3 post a settimana. Le stories possono andare con un flow abbastanza casuale ma costante, anche coinvolgendo clienti e seguaci.

Molto importante ma non molto sfruttato almeno fino ad oggi è “fissare” le stories sul nostro profilo: come si sa le stories dopo 24h i nostri followers non possono più vederle, ma se vengono fissate, magari in un album creato appositamente per tipologia (ad esempio “Wedding hair & style!” – ovvero “capelli e stile matrimonio” – sempre meglio scrivere in inglese) possono farci una bella pubblicità soprattutto per quel visitatore che ci trova per caso nei feed consigliati e vuol capire meglio il lavoro che svolgiamo.

FACEBOOK
Per quanto riguarda Facebook, la cadenza può essere meno frequente ma comunque costante (non “casuale” – e questa regola vale per tutti i post fissi di tutte i social – perché grazie ad algoritmi sempre più specifici e dettagliati, ma grazie anche all’esperienza che tutti viviamo con il nostro telefonino, sappiamo che ci sono orari di “punta” in cui i navigatori social si connettono e quindi si aspettano qualcosa da noi). Importante su FB è postare almeno una volta a settimana, magari anche un insieme di foto dei sette giorni passati per far vedere che comunque il nostro lavoro è sempre attivo e che siamo sempre belli impegnati: d’altronde.. il lavoro  porta lavoro!

PINTEREST
Pinterest è un mondo un po’ più ristretto ma sempre utile: è più di nicchia e più per gli “addetti ai lavori”, ma è fondamentale per certi settori come la moda, la bellezza e l’immagine. Su Pinterest possiamo caricare foto trovate in rete.. la cosa divertente che possiamo fare è “ricreare” situazioni viste sul web.. nel caso di un parrucchiere magari mettere a confronto un’acconciatura trovata in rete, e quella ricreata dal “vivo”.

B) IL PASSAPAROLA

Il “passaparola” che è secondo punto fondamentale per il nostro lavoro è derivante principalmente dall’impegno che ci mettiamo per il mondo social. In fin dei conti tutti sappiamo che più attivi siamo sui social e più la voce si sparge: sia grazie agli “ads” che google e compagnia ci mettono a disposizione con spese non astronomiche, sia grazie alla rete di amici e followers che piano piano riusciamo a creare.

Possiamo comunque farci aiutare per questo obiettivo anche da email e whatsapp. Questi due strumenti tuttavia vanno utilizzati con cautela, sia per un motivo di privacy (evitare assolutamente spam non autorizzato) sia per evitare l’”effetto-noia”: ricevere troppi messaggi e email non sempre è piacevole. Ricordiamoci sempre di questa regola: un conto è se l’utente volontariamente (magari inconsciamente) entra su un social e seppur spinto da “leggi” del web, ci trova; un conto è intaccare la sfera privata (quindi la ns email, o il ns telefono) con dello spam. Si rischia di avere l’effetto contrario.
Anche se “stressare il cliente” spesso, comunque, funziona.

Concludiamo dicendo che SICURAMENTE se decidete di avviare una strategia di comunicazione “virtuale” non potete lasciarla al caso, dovete metterci costanza e impegno, trovare e studiare il materiale mantenendo sempre lo stesso mood per avere sempre la stessa soglia di attenzione. Le campagne saltuarie o casuali non sono utili, e a volte, deleterie.

SICUREZZA SUL LAVORO

Tutte le attività in cui vi sia almeno un dipendente lavoratore sono soggette alle normative riguardanti la sicurezza sul lavoro (Dgls 81/2008).
Il datore di lavoro è quindi responsabile della sicurezza dei lavoratori.

Particolare attenzione deve essere rivolta ad aspetti della professione che possono rappresentare un rischio sia per i lavoratori sia per i datori di lavoro. I saloni di parrucchieri e acconciatori (così come i centri estetici) sono sottoposti alle disposizioni generali che riguardano:

  • compilazione del Documento di valutazione dei Rischi
  • formazione del personale
  • sorveglianza sanitaria (eventuale)

Questi adempimenti dovranno seguire le indicazioni pubblicate dall’INAIL, oltre che da altri enti recanti ulteriori procedure specifiche e pratiche suggerite.

Rischi per la salute di parrucchieri ed estetiste
Il principale pericolo a cui è sottoposto chi opera in un salone per parrucchieri è il rischio chimico, connesso alle sostanze, come tinta e shampoo, che sono in grado causare irritazioni sia a livello cutaneo che respiratorio. A riguardo l’INAIL ha diffuso un fascicolo esplicativo specifico che individua le principali malattie, le modalità di prevenzione, i requisiti dei saloni e ambienti di lavoro e gli oneri del datore di lavoro.

Un altro rischio da non sottovalutare per questa tipologia di lavoro è di tipo fisico, dovuto alla sollecitazione costante dell’apparato muscolo-scheletrico: lo stare costantemente in piedi, la meccanica dei gesti, le braccia sempre alzate, schiena sempre costretta… possono portare a patologie anche gravi. Per questo si consiglia sempre un costante ed attento controllo per tutti i dipendenti.

Dalla valutazione dei rischi sopra descritti è possibile che si renda necessaria una sorveglianza sanitaria, nel qual caso ci si deve rivolgere ad un medico competente che effettuerà dei controlli preventivi e periodici.

  • Il controllo preventivo serve a determinare la presenza o meno di controindicazioni al lavoro.
  • Il controllo periodico serve a controllare la salute del lavoratore per confermare l’idoneità al lavoro.

Si raccomanda sempre (ma questo in tutti gli ambiti lavorativi) grande attenzione all’igiene, visto l’uso di sostanze chimiche e presenza di residui organici, e soprattutto il continuo contatto con altre persone

SMALTIMENTO RIFIUTI

In generale tutti gli esercizi devono far riferimento al Testo Unico Ambientale (Dgls 152/2006) che regolamenta la gestione dei rifiuti dal deposito, al trasporto e al loro smaltimento.

Nel nostro caso specifico, chi possiede un salone per parrucchieri deve essere molto attento ai rifiuti che produce: secondo la normativa parrucchieri e barbieri, infatti, producono rifiuti a rischio infettivo.
Stando alla normativa per lo smaltimento dei rifiuti speciali tutti i materiali che vengono a contatto con il corpo umano (per esempio i capelli e gli strumenti utilizzati per la tintura o la piega- carta stagnola, bigodini, etc; le lamette usate per la rasatura di barba e capelli, pinze, forcine etc) vanno poi eliminati e sono considerati rifiuti speciali pericolosi e a rischio epidemico, che devono perciò essere smaltiti da un’azienda autorizzata, con tutti i costi che possono essere ad essi legati.

La normativa sui rifiuti speciali dei parrucchieri, inoltre, prevede pesanti sanzioni per una non corretta conservazione e smaltimento (in alcuni casi si arriva al PENALE). Stesso dicasi per i rifiuti di un Centro Estetico o uno studio di tatuaggi e piercing.

Resta immutato il discorso che vale per tutti privati e pubblici per i rifiuti “normali” che quindi devono seguire le direttive comunali (porta a porta o cassonetti dedicati).

Scrivete al team di Ethica per qualsiasi vostro dubbio o necessità!

GDPR

Se si trattano dati di persone fisiche, siano essi clienti o dipendenti (anche uno solo!), è obbligatoria l’applicazione del GDPR ovvero la Legge Europea che tutela la privacy dei singoli cittadini (in vigore dal 2018), per cui ne indichiamo i tre ambiti di utilizzo, a seconda della tipologia dei dati raccolti:

  1. OBBLIGATORI (es. nome, cognome, codice fiscale, indirizzo) > in caso di fatture o ricevute > necessaria esposizione in negozio dell’informativa della privacy
  2. SENSIBILI (es. allergie, intolleranze) > necessaria l’informativa per il consenso al trattamento
  3. VOLONTARI (es. dati per marketing) > necessaria l’informativa per il consenso al trattamento

Ribadiamo che il non adempimento delle norme sulla privacy possono portare a multe salate, dato anche il costante controllo da parte del Garante affinché il GDPR sia attuato e rispettato. Se avete bisogno di informazioni o preventivi > https://gdprsemplice.it/

VIDEOSORVEGLIANZA

L’installazione di telecamere di videosorveglianza all’interno o all’esterno di un’attività è illegale se non rispetta i requisiti di legge (Dlgs 300/1970 e successive integrazioni), ovvero il datore di lavoro può avvalersi di telecamere solo ed esclusivamente se:

  • è necessario il controllo per esigenze organizzative o produttive
  • per la sicurezza del lavoro dei dipendenti stessi
  • per la tutela del patrimonio aziendale

Infatti la decisione di installare telecamere di videosorveglianza deve avvenire previo accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.

Anche l’aggiornata legge sulla privacy (GDPR) richiama il divieto di installazione di telecamere con il solo scopo di controllare a distanza i lavoratori. Inutile inoltre sottolineare che le telecamere devono essere posizionate SOLO in alcuni locali e devono essere ben segnalate da cartelli appositi. E’ fatto divieto l’uso di fine telecamere di sicurezza, e di telecamere nascoste in quanto violano la privacy personale.

Se siete interessati ad aprire un salone estetico o di parrucchieri, se avete dei dubbi a proposito di alcuni aspetti riguardanti gli argomenti sopra scritti, non esitate a contattarci via email ETHICA è qui per voi!